Dall’alto
la valle dello Staffora è verde
e profonda: l’Appennino Pavese
si allunga verso la pianura seguendo
il corso ripido del torrente, pendici
scoscese di boschi di querce e faggi,
con una natura incontaminata e rigogliosa
- integra e ancora selvaggia come dimostrano
i lupi, tornati recentemente ad abitare
queste colline.
Lo Staffora nasce quasi a 1500 metri sul
Monte Chiappo nel comune di Santa Margherita
Staffora: pur quasi in cima all’appennino
lombardo, a pochi chilometri dal Mare Ligure,
lo Staffora scende verso la Pianura Padana
- incrociando il Nizza e l’Ardivestra,
i due suoi affluenti maggiori che titolano
altre due importanti, quanto affascinanti,
valli dell’Oltrepo Pavese - fino a
gettarsi nel Po.
Le sue acque che da secoli scavano questo
territorio, definendone la morfologia, segnavano
l’antico percorso per coloro che da
Milano, passando per l’antico borgo
di Varzi, si dirigevano per i loro commerci
a Genova: quella strada conosciuta come Via
del Sale, sede di traffici e scambi, oggi è ancora
una delle arterie principali dell’Oltrepo
Pavese. E’ lungo lo Staffora che sorgono
i due stabilimenti termali più importanti
della provincia, quelli di Salice Terme e
d Rivanazzano, e alcuni dei borghi più interessanti
di questo territorio: il già
citato Varzi, ma anche Godiasco e Ponte Nizza…
La Valle Staffora si presenta al visitatore
come un luogo affascinante, fuori dal tempo:
un luogo dove l’uomo ha imparato a
non disturbare la natura; un luogo che accoglie
il turista offrendo cultura e relax a pochi
chilometri da grandi città come Genova
e Milano.